È una strana sensazione, la libertà. Inebriante, sconvolgente, scandalosa, soprattutto quando la si assapora per davvero.
Il mio percorso di “liberazione”, o meglio di scoperta del mio sentimento non-religioso, parte da piuttosto lontano, dagli anni dell’adolescenza in cui mi son reso conto che il mio essere cattolico era un’etichetta imposta piuttosto che una scelta convinta. Per anni ho cercato di riconoscermi in questa religione che tutti, spesso molto ipocritamente, considerano la madre di tutte le risposte e la sorgente di tutte le certezze, tuttavia ad ogni mio tentativo di ottenere una risposta in cambio ricevevo solamente più domande e meno certezze.
Per spiegare il mio rifiuto verso la religione potrei partire dall’argomento più ovvio e più semplice, cioè dalla chiesa, un organo (mi rifiuto di considerarla un’istituzione) che secondo me è la contraddizione perfetta del modello morale e comportamentale che vorrebbe proporre/imporre agli altri. Potere temporale, soldi, ipocrisia, crimini sessuali, poca tolleranza e razzismo sono solo alcuni degli aspetti che mi hanno convinto che se davvero il cattolicesimo ha qualche fondamento, ebbene questo non deve venire assolutamente ricercato all’interno del Vaticano.
Qualcuno mi dirà “ovvio, il Vaticano è fatto di uomini, che possono sbagliare” e io rispondo “sono d’accordo, quindi smantelliamolo e torniamo a una chiesa fatta di fedeli e non di baroni ipocriti”.
Il secondo aspetto che è venuto meno, è proprio il sentimento religioso, che ho scoperto non avere alcuna radice in me. Purtroppo sono come San Tommaso e mi rifiuto di credere a un fenomeno senza che mi siano state fornite prove convincenti del suo essere o essere stato. La bibbia non contiene alcunché di utile in tal senso, piuttosto invece di rispondere a una domanda ne fornisce altre decine.
In conclusione sono un agnostico, in quanto proprio per il fatto che mi piace avere un approccio scientifico verso le cose che non conosco, non posso né confermare né smentire l’esistenza di un dio in modo definitivo.
O forse un ignostico… Citando wikipedia:
L’ignosticismo è una posizione concettuale secondo cui la questione dell’esistenza di Dio non ha significato, poiché non ha conseguenze verificabili o controllabili.
Comunque sia, penso che il Natale e i sentimenti propri del Natale appartengano a tutti gli esseri umani, non solo a quelli che credono a questo o a quello. E in tal senso auguro a quei quattro gatti (in senso scherzoso, sia chiaro ^_^) che capitano per sbaglio in questo blog un Felice Natale!
